Torri di guardia

"Ci deve pur essere una qualche via di uscita da questo posto" dice il giullare al ladro .. le parole arrivano improvvise nel brusio generale, come lampo d’estate, come vento inatteso. Non sono nella voce graffiante di Dylan, chitarra acustica ed armonica che urla, no. Sono nella versione verticale di Hendrix, verticale come la sua voce, verticale come la sua chitarra brandita da mancino. C’e’ da aver paura su questa parete. "Ci deve pur essere una qualche via di uscita da questo posto". I colleghi vicino alzano la mano, mi rendo conto di una qualche votazione in corso. Colgo alcune frasi, alcune sigle, PDM. PDM lo dovrei sapere, son qui da una vita. Chiedo a chi mi e’ accanto, non riusciamo a ricostruire l’acronimo. Per un attimo convergiamo su Pezzo Di Melma, poi deviamo su Periodo Di Melma (Melma sembra essere una costante). Alla fine ci accordiamo su Piano della Marmotta, senza specificare se e’ un piano nel senso geometrico o di pianficazione. Decidera’ la marmotta, mi dico. Non so se alzare la mano, quelle intorno hanno una coreografia che non conosco, provo a muovere il braccio ma non riesco, mi sa che sono diventato un tutt’uno con la sedia. L’uomo sedia, lo chiamavano, ci piace ricordarlo seduto al Collegio Docenti con l’aria di chi non ha la piu’ pallida idea di cosa stia succedendo. "Ci deve pur essere una qualche via di uscita da questo posto". La canzone di Dylan con la voce di Hendrix non mi lascia pensare, la chitarra scava e la batteria incalza. Da dove venga non so, ma a giudicare dalla discussione in atto direi che la sento solo io. Il tempo durante il Collegio Docenti si dilata, si spalma, si stravacca come cane sulla coperta, diventa una linea infinita. Altri tempi della mia vita si sono consumati nel battere di una palpebra, sono volati direttamente sopra le spalle senza dare la possibilita’ di seguirli. Qui no, su questa sedia circondata da mani che si alzano e si abbassano mi sembra di stare da una vita, la mia, quella degli altri, quella inventata e quella reale. Tutte le vite, tutte su questa sedia. Scusa Dylan, scusa anche tu Hendrix, scusate giullare e ladro, ma io la vostra via di uscita non l’ho proprio trovata. Vengo sommerso dalle voci intorno, la discussione si fa tesa, io lo giuro che le ho cercate, ma le torri di guardia non le ho mai raggiunte.

Dissolvenza sui piedi in Aula Magna, giullare e ladro si sono salutati da un pezzo, la musica si placa, le mani si abbassano, un’altra sconfitta del tempo sul tempo. L’uomo sedia rimane per ultimo, sembra muovere la testa al ritmo di una musica che solo lui sente. Le luci si spengono, altro non si sa.

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