Lettera ad una studentessa incerta

Carissima A.

ti scrivo poche righe, avrei voluto parlarti di piu’ stamane in classe, ma il tempo a volte e’ un fiume dai margini troppo stretti. Avrei voluto dirti di piu’ del compito, della tua reazione, di cosa io penso di te e del tuo percorso. Provo con poche parole strappate agli impegni quotidiani, Anna Wislawa che ride qui accanto e la cena ancora da pensare.

Non devi vergognarti della reazione di stamane, delle lacrime, dell’umana natura del tuo volto. Ho imparato dalle righe di Erri De Luca che il pianto pulisce gli occhi, poi si vede meglio. E vorrei che tu vedessi la stima che ho per te, come studentessa e come persona. Le verifiche vanno come vanno, tu sai bene quale peso hanno per me, per la mia didattica, per il mio modo di concepire il dialogo giornaliero che facciamo attorno e sulla matematica. I voti sono numeri e i numeri sono buoni per misurare tavoli e calendari, non certo persone. Vorrei che tu fossi consapevole della stima che ho per te, per il tuo percorso, per il tuo camminare a volte in salita. I voti buoni (ottimi) arriveranno, i risultati che speri e pensi e desideri anche, su questo non avere dubbi. Allora torna a sorridere, continua a scrivere poesie, suggeriscimi come hai gia’ fatto qualche buon libro da leggere e accogli la matematica come un panorama che richiede tempo.

Questo, soprattutto: datti il tempo necessario, regalati lo spazio per guardare alle nostre lezioni con lo stesso sguardo che dedichi ai poeti che tanto ami. Vedrai che tutto andra’ bene.

Un caro saluto, prof.

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3 thoughts on “Lettera ad una studentessa incerta

  1. Che belle parole, capisco la ragazza, anch’io studentessa come lei mi sono ritrovata arresa a volte di fronte ad un ostacolo troppo alto per me.
    Sono belle parole le tue, se riesci a trasmettere ciò ai tuoi studenti credo che possano vivere in pace una materia come la matematica, che a volte propone problemi quasi impossibili, ma spesso risolvibili. Bravo.

  2. A volte non va come vogliamo noi ma è un passaggio necessario. Tutto quello che possiamo fare è assistere e imparare, da entrambe le parti.

  3. Pingback: Il Prof Bicromatico – LaChimicaDelleLettere

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