Rinuncia

Da anni ho smesso di illudermi. In parte e’ sicuramente colpa mia, in parte di un sistema scolastico che ha ucciso ed uccide propensioni, aspettative, fantasia. I come hanno preso il posto dei perche’, l’utile e’ la moneta di scambio, prepariamo all’eccellenza ed al successo e ci scordiamo quelli, i tanti, che camminano a passo diverso. Raddrizziamo o tagliamo, raramente accogliamo. Scambiamo i voti, la promozione, l’aiuto sulla media con il prendersi cura e senza accorgerci creiamo deserti basati su numeri, prestazioni, competenze. Una promozione non si nega a nessuno, ma intanto li lasciamo soli. Magari promossi, ma soli. Insegnare sarebbe il nostro mestiere. A tutti, con ogni mezzo, ad ogni costo. Non valutare, promuovere o bocciare. No. Il nostro mestiere sarebbe insegnare. A tutti. Non solo a quelli che vanno bene, non solo a quelli che hanno la media alta, che ascoltano, che si impegnano e che hanno diritto di elogio. Ma anche a quelli che non ce la fanno, che si sono persi, che nessuno ha mai provato, mai, a cercare. A quelli che ormai non ascoltano piu’ perche’ inascoltati. Sono pigri, indolenti, non hanno voglia di fare, non si impegnano perche’ tanto sanno che vanno avanti anche senza studiare. A forza di ripeterglielo li abbiamo convinti. In questo deserto privo di orizzonte noi ce li abbiamo portati. Noi, non altri. Sarebbe dovere di adulti, prima ancora di insegnanti, tornare a cercarli. Non dico per salvare (non siamo in grado di salvare noi stessi, figuriamoci altri), ma perche’ non si sentano soli. E forse per non rimanere piu’ soli nemmeno noi.

Per insegnare bisogna lasciare un segno. O il segno. E’ etimologia, non opinione. La mia matematica non lascia invece piu’ traccia. Parlo, perche’ mi piace farlo. E ascolto, perche’ credo sia giusto farlo. Ma ho smesso di insegnare.

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One thought on “Rinuncia

  1. Se insegnare ha a che fare con lasciare un segno, mai titolo è stato più appropriato. L’etimo di rinuncia significa “annunciare di nuovo”. Parlare e ascoltare, e annunciare di nuovo. Non è la resa ma il cammino.
    Buon anno, professore, da una vecchia maestra che si augura che i suoi alunni possano un giorno incrociare professori che “rinuciano”.

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