Prigioniero

Dunque sono prigioniero. Non mi e’ chiaro il reato, incerto e’ il futuro. Tra poco verranno a chiedermi di confessare, il capitano che mi ha interrogato poco fa e’ stato chiaro, mezz’ora per decidere. Dovessi decidere solo per me sarebbe un tempo lungo, ma non sono solo in questa scelta; il mio compagno subisce in questo momento analoga sorte in una cella non diversa dalla mia, ma irraggiungibile. Quando ci hanno catturati non siamo riusciti a dirci nulla, nemmeno uno sguardo, nessuna scelta condivisa, solo il rumore delle sirene, la corsa, il dolore per la traiettoria incerta della vita. Cosa fara’? Mi tradira? O io tradiro’ lui? Se entrambi decidiamo di non confessare, avremo una pena esigua, un anno e saremo fuori. Un anno di pietra e cielo immaginato e’ un tempo che non spaventa. Non hanno prove, solo voci, se non confessiamo questa cella sara’ un ricordo dopo solo quattro stagioni. Dobbiamo solo resistere all’interrogatorio e negare. Ma se lui cede? Se io dovessi mantenere il silenzio e lui dovesse invece confessare? Per me sarebbe la fine. Certo lui sarebbe libero per aver aiutato la giustizia, ma io sarei condannato alla massima pena, dieci anni. Come posso resistere qui dentro per tanto tempo? Non e’ meglio la morte? Non mi spaventa, ho solo paura del silenzio degli uomini, non di quello del tempo. E se io confessassi? Sarei libero, il capitano me lo ha fatto capire; ma condannerei il mio compagno a pena dura e sicura. E se entrambi confessassimo? Sarebbero indulgenti, lo so. Meta’ della pena ad entrambi, cinque anni di aria divisa dal mondo, cinque anni di sbarre per orizzonte. Il tempo sta per scadere ed io non so cosa fare. Ho deciso in cuor mio di non confessare, voglio essere fedele alla mia vita, alla mia scelta, ai miei errori. Ma se il mio compagno mi tradisce? In tal caso cambiare idea e confessare mi farebbe risparmiare ben cinque anni. E se il mio compagno non mi tradisce? In questo caso cambiare idea e confessare mi farebbe uscire subito da questo labirinto creato per me. Io non so cosa fara’ il mio compagno, non posso saperlo, non voglio immaginarlo. Ma so che in qualunque caso, se io adesso cambio idea e butto la mia dignita’ confessando, avro’ migliore sorte che se mantenessi il punto indossando la mia dignita’ e non tradendo. Mi rimane solo una speranza, che il mio compagno segua identiche orme mentali, che arrivi alla stessa conclusione. Allora troveremo un equilibrio tra noi ed il mondo confessando entrambi. Non sara’ la scelta migliore, non la migliore delle vite disponibili in questo mercato che chiamano tempo, ma sara’ un buon compromesso.

Questo e’ il mio spazio scaduto, questo il mio dilemma.

(mi e’ dispiaciuto per John Nash e sua moglie, ancor di piu’ mi dispiace non saper scrivere meglio della sua matematica per ricordarlo).

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s