Lettera dal bordo di uno specchio

Caro Francesco

ti scrivo dal bordo di uno specchio in cui a lungo, stasera, ho guardato il mio viso. Tu lo hai sempre visto cosi’ sin da quando eri bambino, un volto vestito di approssimazione e barba. Anche se adesso sono tornato, anche se ora sto meglio, il segno e’ rimasto. Non e’ la bruttezza che mi preoccupa, quella c’e’ sempre stata, ma rimango a volte sorpreso dallo sgraziato percorso che il tempo ha limato sugli angoli della bocca, intorno agli occhi, sull’orizzonte dello sguardo. Alcuni dolori e le molte colpe hanno creato dimora permanente sulla mia faccia e se anche adesso dormo con volto disteso, l’immagine dello specchio restituisce una moltitudine di anni moltiplicata per errore.

Se ti guardo, quando non te ne accorgi, rivedo le foto di me da bambino, quelle che mia madre tiene ancora oggi a ricordo di quel che non vede piu’ da molti anni. Stasera, davanti al tuo letto vuoto, questo posso sperare: vivendo gran parte del tuo tempo in un altrove, che il tuo volto accolga gli anni e non le colpe come il mio.

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4 thoughts on “Lettera dal bordo di uno specchio

  1. Complimenti, davvero! Mi sono venuti i brividi leggendo questa lettera. Hai davvero un bel modo di scrivere e di raccontare! Mi farĂ  davvero piacere continuare a seguirti. Se ti va qui ti lascio il link del mio blog se ti andasse di passare e lasciare un commento per sapere che ne pensi, mi farebbe davvero piacere! Ancora complimenti!

    https://afreeword.wordpress.com/

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