Lettera da un nuovo bordo

Caro Francesco

ti scrivo poche righe dal bordo della tua stanza. Stanotte il tuo letto rimane vuoto e forse non bastano i ricordi a riempirlo. Pero’ adesso c’e’ vicino un altro letto, piu’ piccolo, anch’esso per ora vuoto. Ho finito di montarlo oggi, osservato da tutte le tue cose. Vorrei averti qui adesso per parlarti, come l’altro giorno, di Anna Wislawa e del suo arrivo. Vorrei rassicurarti, vederti sorridere all’idea di una nuova presenza, vorrei rispondere alle tue domande, incertezze e paure. Vorrei sentirti ridere come pochi giorni fa quando mi hai raccontato di te, vorrei vederti ancora portare qui le tue cose di un tempo per regalarle a tua sorella. Condividerai con lei il tempo, una stanza, i gatti, giochi e libri ed un padre confuso. Un tempo mi sarei definito sconfitto, oggi sono solo felice di quello che stai diventando. Ti aspetto. Vi aspetto, entrambi.

Un bacio, papa’.

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