Cantico per la Quinta O

Non e’ facile costruire dei ponti a scadenza. Ora che il tempo concesso e’ finito mi vengono in mente mille cose che avrei voluto dirvi, mille cose che avrei voluto ascoltare da voi. Pazienza, faccio tesoro di quello che ho imparato da voi, come ho fatto per tutti gli studenti e le studentesse che sono venuti prima di voi. Tra poco andrete a confondervi in una moltitudine di cui ho poco chiari i confini, ma che conservo sempre, specialmente in notti come questa. Ma per ora, ancora per poco, siete volti e voci distinte e prima di perdervi voglio dirvi grazie.

A Lorenzo C. per essersi vestito di modestia anche quando mi correggeva dall’ultimo banco.

A Marco D. per avermi regalato profondita’ travestita da mitezza.

A Micaela D. per non avermi mai negato un sorriso anche quando faceva finta di essere arrabbiata.

A Matilde D. perche’ con naturalezza e’ arrivata, ha provato ed e’ riuscita.

A Matteo F. per avermi insegnato nuovi silenzi.

A Lidia M. per avermi ascoltato anche quando non c’ero.

A Edoardo M. per avermi perdonato con un sorriso (l’ho visto).

A Elia M. perche’ mi ha chiesto consigli disastrosi sulle donne (e per non averli seguiti, fortunatamente).

A Irina Elena M. perche’ ha scritto con voce piu’ bella della mia tutte le parole che ho detto.

A Michela M. per avermi sempre salutato con gesto elegante e sguardo aperto.

A Valeria M. per avermi mostrato come sia possibile essere determinati con dolcezza.

A Filippo M. per aver portato leggerezza con impegno ed impegno con leggerezza.

A Samuel N. per non essersi arreso dimostrando piu’ coraggio di quanto io ne abbia mai avuto.

A Elia P. per il suo inconfondibile verso da dinosauro durante le spiegazioni, mi manchera’ immensamente.

A Valentina P. perche’ con impegno si e’ presa cura di tutti noi.

A Matteo P. perche’ ha creduto di poter cambiare, ed e’ cambiato (e mi ha cambiato).

A Davide R. perche’ nonostante potesse correre ha camminato sempre al mio passo.

A Matteo R. per le sue stelle ed il suo sorriso sincero.

A Giacomo S. perche’ nonostante me ha continuato a sognare.

A Erica T. perche’ ha smesso di piangere ed ora corre veloce

A Davide T. per avermi chiesto a cena se mi ero pentito, sapendo gia’ la risposta

A Mattia T. perche’ mi ha accudito ogni mattina per un anno con un "come sta prof?"

A Carlo T. perche’ non si nasconde piu’ nell’armadio

A Luca V. per aver reso la mia imitazione decisamente migliore dell’originale

A Nicola V. perche’ e’ troppo alto per stare nel banco, ma ci e’ stato lo stesso ad ascoltarmi

A Federico Z. per avermi ascoltato anche se lui suona la chitarra molto meglio di me.

A tutti per avermi lasciato camminare un po’ con voi.

Prof.

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