Lettera a Francesco

Sento il tuo respiro anche a chilometri di distanza, eco leggera in ogni momento della mia giornata. Stasera che solo una parete sottile ci separa lo ascolto come si fa con le avvisaglie di tempesta, quando il vento diventa preludio di altro. E’ un respiro di otto anni, ci sta una vita intera tra ogni pausa dei tuoi piccoli polmoni. Ho raccolto e conservato tutto, ogni singolo brandello di felicita’, paura, immagini di altre vite, ogni tuo e mio desiderio. Ti vedo crescere e ad ogni tuo passo avanti io ne devo fare due indietro per lasciarti spazio, per dare ampiezza di sguardo ad entrambi. Di te tengo tutto, ogni tuo tratto, posizione, sguardo, frase, idea e difetto. I mondi che ogni giorno che condividiamo crei, l’enorme e sconfinato universo di fantasia in cui ti muovi padrone ed imperatore. Di tutti gli auguri, questo: non lo barattare con altro, non fartelo portare via. E in questa sera di pioggia e vetri che riflettono la mia insonnia ti nomino, Francesco, custode e curatore a vita dei nostri ricordi insieme.

Papa’.

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