Dichiarazione

Dichiaro profonda, sincera e motivata ammirazione per i ragazzi e le ragazze che ogni mattina incontro a scuola, in aula, in corridoio, al bar, in giardino, nei rari momenti di silenzio, nella confusione della ricreazione, nella solitudine dei compiti in classe, nell’imbarazzante consapevolezza di quanto poco io possa fare o dare. Tutti, studenti e studentesse al punto di partenza, arrivati da un pezzo, indecisi e confusi, pieni di talento o seduti ad aspettare, con le idee chiare o con la vita ancora da inventare. Tutti, che siano miei studenti o studentesse o che siano incontri occasionali ai corsi di recupero, negli sportelli di aiuto, ai colloqui di supporto, scarpe lungo un corridoio, capelli, maglioni, cartelle, borse, ciglia, libri sotto braccio e sotto il banco, urla, pianti, heyprof lanciato da un caffe’. La struttura scolastica mi impone una valutazione della matematica che svolgo con difficolta’, ma svolgo. Cosi’ anche io ho il mio piccolo carico di voti laddove vorrei avere solo volti, ho i miei dieci ed i miei cinque, ho chi cerca la matematica e chi invece l’ha chiusa in un cassetto. Ma superato questo, che meraviglia, che stupore, che immensa varieta’ di umanita’ che mi e’ dato di frequentare ogni singola mattina. E allora valuto la matematica e metto voti in un registro, ma poi il registro lo chiudo e mi tengo le persone. E lo dichiaro perche’ e’ giusto ricordare ogni tanto il segno profondo che i nostri studenti e le nostre studentesse lasciano.

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3 thoughts on “Dichiarazione

  1. Anche se non sono e mai sarò una tua studentessa, grazie di cuore. A me piace leggerti, perché anche se sei schivo (almeno qui), attraverso pensieri e disegni, mostri la tua umanità e sono sicura che anche i tuoi studenti lo sentano. E poi mi fai ricordare che anche gli insegnanti sono persone, a volte noi allievi lo dimentichiamo. Ciao ciao 🙂

  2. E’ davvero così. Un’umanità varia, che ci interroga, ci smuove e ci scuote. Non ci permette di fermarci un attimo, ma se siamo capaci di sof-fermarci e guardarli per le unicità che sono, per le persone che sono, non saremo uguali a prima. Impariamo qualcosa ogni giorno, anche noi. Di questo ringrazio silenziosamente, osservandoli, nonostante la fatica che richiede questo strano “mestiere” di, e per, vivere, che è il nostro.

  3. finalmente… un prof che capisce che i ragazzi sono pura potenza in evoluzione in mano a tante incapacità in involuzione. Il voto è un’etichetta che parla di una circostanza e non di una persona nella sua pienezza, il voto è una catena che toglie libertà a chi insegna e a chi deve imparare. Solo chi si sente un educatore può capire questo limite del nostro sistema educativo.

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