Osservazione

Non c’erano lampadari al funerale di J.F.Peppermaus. So che puo’ sembrare un’osservazione banale, o inutile. Ma e’ vero, non c’erano. Me ne sto qui, sdraiato sul letto a guardare questo cono fatto a forma di lampadario, o viceversa, e mi torna in mente quel giorno. E’ strano, io i lampadari non li guardo mai, solo quando sono sdraiato. Ed ora, guardando la luce incastrata tra il letto e il soffitto, penso a tutti i lampadari che ho visto da sdraiato. I faretti affondati nel bianco di mansarda di quando ero bambino, la lampadina appesa ad un filo elettrico che ho lasciato a Trento, il lento roteare delle pale dei lampadari del Cardinal Hotel, il neon degli ospedali, la fioca luce di mille notti in cui mi sono spalmato sui soffitti della mia vita. Ma quel giorno, nel sole caldo della California, quel giorno di tanti anni fa, tra volti e voci inusuali, mentre qualcuno ricordava con parole staccate la vita di un grande uomo, scienziato, perditempo, quel giorno di lampadari nemmeno l’ombra. Forse non ho guardato bene, forse J.F., dalla sua posizione orizzontale privilegiata, forse lo ha visto. Distratto tra i distratti avra’ sorriso alla mia inconcludenza anche quel giorno, come ha fatto tante volte in vita. Non ci siamo salutati, non c’e’ stato il tempo ed il modo. Mi rimangono le sue lettere, qualche foto, una copia sgualcita della mia tesi di dottorato con tutte le sue correzioni a penna viola e la scritta "Cambia mestiere" a lettere cubitali in copertina. Mi rimane una vita, alcuni rimpianti, diversi ricordi, pochi sogni, a volte un po’ di disagio e spesso la sensazione di essere entrato a meta’ del primo tempo. Quel giorno, cosi’ vicini all’oceano, non c’erano lampadari, ma un’enorme lampadina appesa nel cielo di San Diego.

Aspetto che Francesco cresca nella stanza accanto, anche se accanto a volte significa anni luce, anche se accanto a volte non e’ in questa casa, anche se accanto e’ la sua voce al telefono. Aspetto che cresca per sapere se anche lui guarda i lampadari solo da sdraiato, se ha mai notato che suo padre e’ distratto da ogni singola macchia che incontra, aspetto che cresca per farmi raccontare il suo personale J.F., per raccontargli il mio. Partendo forse da un funerale senza lampadari.

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