Un sogno

Mi sono ricordato del sogno mentre camminavo. Anzi, dell’incubo, se importa il dettaglio. Stavo tornando a casa, singola figura di uomo barbuto con un cartone di pizza al taglio sotto braccio. Era sabato sera, il flusso del mondo risaliva in altra direzione ed io, salmone anonimo, scansavo i miei simili risalendo il marciapiede. Ed e’ li, sotto una leggera pioggia di ottobre, tra la vita che prende forma la sera quando i negozi chiudono e le menti si aprono, li mi sono ricordato il sogno. Anzi, l’incubo.

Ero a casa ed il Ministro in persona, con una giuria di uomini senza volto, e’ venuto a processarmi. "E’ lei un professore?". "In che senso?". "Non faccia il furbo, e’ lei un professore di fisica e matematica?". "Ogni tanto mi capita, si". La mia voce era incerta, la voce del Ministro compensava. "E’ forse vero che venerdi mattina ha fatto lezione dalle undici alle dodici nella classe terza A?". "Non ricordo.". "Si sforzi!". "Si, e’ vero…". "E non e’ forse vero" incalzava il Ministro "che l’argomento della lezione era la definizione del momento angolare e la sua legge di conversazione?". "Se lo dice lei sara’ vero."."Non faccia il furbo!". "Non mi permetterei mai, giuro che in vita mia non l’ho mai fatto."."Si comincia male, si finira’ anche peggio se non collabora."."Ma insomma, signor Ministro, con rispetto, di cosa mi accusate?"

La stanza era buia, non ricordo se fosse la cucina dietro il salotto, o forse il salotto stesso, o il suo retro. "Lei non ha mai svolta quella lezione."."No, non e’ vero, c’e’ sicuramente un errore, io faccio sempre le mie lezioni"."Lei non ha mai parlato di momento angolare, non peggiori la sua situazione".

Mi arrendo.

"E’ vero, non ho parlato di quello."."Oh, ecco, finalmente un po’ di buon senso, anche se lei non e’ pagato per avere buon senso. Lei e’ pagato per insegnare il momento angolare"."Si, pero’ vede..". "Silenzio! Non mi interrompa. Lei non ha svolto il suo lavoro, si rende conto?"."Gli studenti erano stanchi e demotivati. Ed anche spaventati". "E da cosa, dal momento angolare?". "Ma no signor Ministro, dal loro futuro". "Lei non e’ pagato per il loro futuro, lei e’ pagato perche’ nel loro presente ci sia il momento angolare". "Si, e’ vero. E mi creda, non ci ho dormito la notte per aver speso la lezione in altro modo". "Lei non e’ pagato nemmeno per dormire, se e’ per questo".

La luce filtrava da dietro una luce, di ombra nemmeno l’ombra.

"Signor Ministro, umilmente, ho sempre creduto che insegnare fosse tracciare un segno; e cosa c’e’ di piu’ importante che ascoltare i ragazzi che ogni mattina abbiamo in classe?". "Il momento angolare!". "Giuvvia, signor Ministro, per il momento angolare c’e’ tempo, lo faro’ lunedi". "No, lei lo doveva fare venerdi! Si immagina cosa succederebbe al mondo se ognuno facesse il lunedi quello che dovrebbe fare il venerdi?". "Si perderebbe il fine settimana?". "Non sia stupido piu’ di quello per cui la paghiamo! Sarebbe il caos. Lei e’ accusato di parlare con i suoi studenti di materie che non la competono. Lei deve parlare solo di fisica con loro.". "Ma signor Ministro..". "Niente ma, lei non e’ abilitato a parlare di vita, sogni ed aspettative. Ha mai dato un esame di abilitazione per queste materie?". "Veramente no, non sapevo ci fosse". "Ecco, lo vede? Lei non e’ abilitato. Punto e basta. Punto e a capo. Punto e croce, quella che dovra’ portare per questa sua vile inadempienza!". "Signor Ministro, io ascolto solo i ragazzi e se hanno bisogno parlo con loro, che male c’e’?". "C’e’ tutto di male. Ora abbiamo un branco di ignoranti che non sanno nemmeno cosa sia il momento angolare e perche’ si conservi, ragazzi e ragazze a cui lei ha parlato di rivoluzione! Dico, rivoluzione!". "Ma no signor Ministro, ma che rivoluzione". "Silenzio, abbiamo i testimoni. Piu’ di un banco ha sentito le sue parole. Cancelliere, le legga ad alta voce!".

Un uomo senza faccia che stranamente assomiglia a tutti gli altri uomini senza faccia che si incontrano per strada si fa avanti e legge a voce alta "La rivoluzione non esiste, esiste il semplice atto di compiere con onesta’ il proprio lavoro, qualunque esso sia. Esiste la semplice regola di essere cortesi, comprensivi, esiste la pratica di ascoltare se si vuole essere ascoltati; ognuno cambia il mondo con un semplice atto di volonta’. Non ascoltate chi vi dice che le cose vanno male perche’ tanto non si possono cambiare, che dobbiamo accettare i dati di fatto e comportarci di conseguenza. Questa e’ la morte. La rivoluzione non esiste, esiste il comportamento dei singoli, su quello avete potere, sul vostro singolo comportamento. I punti non hanno dimensione, ma ne mettete insieme infiniti ed ottenete una retta illimitata. La rivoluzione non esiste, la coscienza dei singoli si. Se volete un mondo migliore, voi che siete diversi da noi perdenti, fatelo."

Silenzio.

"Signor Ministro, non ho mai pronunciato quelle parole in aula". "No, ma le ha pensate cosi’ forte, ogni giorno, che sono rimaste impresse nella polvere di gesso che si respira ogni mattina, ne abbiamo le prove.". "Ma pensare non e’ reato". "Lei non e’ pagato per pensare, tantomeno per parlare con gli studenti. Questi ragazzi sono giovani, inesperti, scalmanati, ignoranti, non sanno nemmeno farsi un uovo al tegamino. Lei deve solo insegnare loro il momento angolare, e basta". "Ma non e’ vero signor Ministro, io li vedo ogni mattina, sono ragazzi e ragazze con alti ideali, con idee, sogni, passioni, capiscono tutto e vogliono tutto, come esige la loro eta’." "Stia zitto! Credo che non ci sia altro da aggiungere, le prove sono schiaccianti come un sasso lanciato nel campo gravitazionale della terra". "Il cui momento angolare si conserva..". "Non cerchi di impietosirmi, troppo tardi."

Di nuovo, silenzio. Gli uomini senza faccia hanno tutti la barba e i capelli lunghi, mi accorgo che sono circondato da specchi.

"Come si dichiara?". "Non lo so, signor Ministro. Non lo so da anni.". "Allora le vengo in aiuto; la dichiaro io, la dichiaro colpevole.". "E qual’e’ la pena?". "Da domani le e’ proibito parlare con gli studenti. Potra’ usare solo simboli, formule, sangue e sudore.". "Ma ..". "Niente ma, lei non e’ pagato per porre dei ma. E si ricordi, la teniamo d’occhio".

E mentre sono quasi a casa con la mia pizza ormai fredda e la sensazione di aver dimenticato qualcosa, capisco che mentre il sogno e’ passeggero, la condanna e’ definitiva.

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2 thoughts on “Un sogno

  1. nella vera Rivoluzione interiore non c’è condanna esiste solo la Volontà al cambiamento…se siete così rassegnati cari prof. la Rivoluzione la modificate voi con le parole:” condanna” Rivoluzione = Condanna, questo state trasmettendo.

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