Lettera da un altro mare

Caro Francesco

la tua telefonata di stasera mi e’ precipitata addosso, insieme alle settimane che ci dividono. Ho ascoltato la tua voce allegra, il tuo breve racconto, il tuo chiedermi un favore, la tua dolce buonanotte. Conto i giorni che ci separano come si contano i secondi tra il fulmine ed il tuono, come si misura il tempo per misurare in realta’ lo spazio. Ho tenuto in silenzio la tua stanza, la ritroverai come l’hai lasciata, ho conservato ogni silenzio, battito, angolo, dettaglio, sfocatura. Oggi ho guardato a lungo il sole disegnare la sua temporanea scomparsa sopra il muro del tuo letto. Come del sole abbiamo certezza, anche nel buio della notte, cosi’ ho certezza di te, anche in questi giorni che ci vedono su mari diversi. Torna Francesco, papa’ ti aspetta.

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