Soggetto

Da tempo ho in mente il soggetto per un film. R., insegnante non piu’ giovane di matematica, trascorre una giornata surreale presso la sua scuola senza sapere, ma presagendo, che sara’ l’ultima sua giornata da insegnante, anche se il film non spiega perche’. Tra lezioni piene di pause e ripensamenti, consigli di classe in cui R. fissa un punto scrostato del muro, un lungo piano sequenza sulle scarpe degli studenti seduti sui banchi, il film si dipana lungo la discesa lenta e costante verso la consapevolezza di R. di essere inadatto a fare l’insegnante, probabilmente anche a fare il padre, incapace persino di respirare. Esilarante la scena in cui gli studenti di una quinta fanno finta di non vederlo mentre e’ in classe, nonostante i suoi sforzi, o la scena di impaccio ed imbarazzo quando R. sbaglia ripetutamente un semplice esercizio alla lavagna mentre i suoi studenti mangiano allegri una torta. Tra colloqui lasciati a meta’, la musica costante di Townes Van Zandt ed un bianco e nero volutamente colorato, il film porta lo spettatore verso la consapevolezza che R. e’ il vero uomo senza qualita’, non nell’accezione tutto sommato positiva di Musil, ma in quella definitiva esemplificata dalla frase di R. a meta’ film davanti ad uno specchio rotto del bagno delle ragazze "Non sono pronto". Il finale e’ incerto, ma pensavo ad un lieto fine: R. si sveglia rendendosi conto, con sollievo, che e’ stato solo un incubo, in realta’ non e’ un professore di matematica incapace, ma una casalinga di Tolmezzo che ha dimenticato l’appuntamento dal dentista.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s