Perso

Mi sono pero. Un’altra volta. Le strade del Friuli sembrano aver fame di me, mi masticano a lungo e senza fretta. Piu’ tardi sbagliero’ anche villa, mi ci vorranno due bicchieri di vino ed uno sguardo perplesso all’eta’ media dei presenti per capire che non e’ la festa dei maturandi. Risaliro’ in macchina scusandomi e verro’ di nuovo digerito dalle vene stradali di questa terra che non e’ mia, ma che ormai mi ha. Poi trovero’ il posto, adesso che la macchina procede incerta non lo so, ma lo trovero’. E trovero’ voi, studenti di ogni mattina, con i vostri vestiti e sorrisi e urla e vino e riti apotropaici per l’imminente esame. So che non e’ quello che vi spaventa, ma la vita che si intravede oltre. Non importa, mi riempirete, come avete fatto per anni ogni mattina. E arriveranno i regali, le canzoni, le mie lacrime segrete, le vostre parole gentili. Vi ho chiesto perdono per tre anni, non credo sia bastato. Vi ho insegnato poca matematica, non e’ vero? Pero’ vi ho ascoltati, che voci meravigliose che avete avuto per me in tutti i giorni che ci hanno visti. Adesso la macchina e’ ferma di lato, guardo i campi, il cielo da poco lavato, la festa verra’ e mi trovera’, come ogni anno, impreparato agli addii. Un gabbiano vola vicino, forse anche lui si e’ perso.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s