Frammento

Corsa con salto dalle scale, braccia aperte e papa’ nella tua voce che e’ anche un po’ mia. Ti prendo al volo, e ti stringo per non cadere, come sempre ho fatto. Poi il pomeriggio vestito di pioggia e cartoni, la merenda nella cucina nuova che ormai conosci bene, la camera, le novita’ di una casa che dici non tua, ma che guardi con occhi di possesso. E poi l’ora che sempre arriva, la macchina in silenzio, il portone che un tempo era di entrambi e che ora varco da ospite, il saluto sulle scale, non ci sono piu’ braccia aperte ne voci
squillanti. Ogni volta mi guardi e debolmente mi sorridi, con un ci vediamo presto che serve piu’ a me che a te. Poi sono notti in cui mi alzo e mi avvicino alla tua nuova porta che so vuota, ma che fingo sia fatta del tuo respiro addormentato. Come nella vita precedente. Dormi bene, Francesco.

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